Appuntamento alla Sala Napoleonica di Sassello

Appuntamento alla Sala Napoleonica di Sassello

Invito SasselloNuova presentazione di Magnifici palazzi, vicoli senza sole (Erga Edizioni), libro che ripropone l’eccezionale testimonianza del giovane doganiere Jacques Boucher e il suo viaggio in Liguria (1805-1808). A ospitare l’iniziativa, questa volta, sarà la Sala Napoleonica del Nuovo Polo del Museo Perrando di Sassello, uno dei più importanti centri culturali dell’entroterra savonese. Il Nuovo Polo si trova nell’ex Convento dei Frati francescani, sul retro della Chiesa dell’Immacolata Concezione, dove si trova anche il Municipio. Di seguito pubblichiamo qualche informazione sulla storia del Museo e sul materiale che ospita.

Situato in un palazzo seicentesco del centro storico di Sassello, residenza dell’omonima famiglia, da quando è nato nel 1965 costituisce una delle realtà culturali più vivaci e importanti del territorio. Strutturato in sette sale che ospitano quattro distinse sezioni, al piano terra espone una mostra permanente delle attività produttive del territorio sassellese: macchinari originali – tra cui i mantici delle ferriere – e attrezzi di cultura materiale. Al secondo piano si trovano reperti fossili della “collezione Perrando” e materiali litici paleoetnologici, dal Paleolitico al Neolitico, rinvenuti dal gruppo del museo addetto alle ricerche sul territorio. Inoltre sono conservate la “collezione Rossi”, con materiale litico donato dagli eredi, e i materiali donati dal comandante Guido Badano, testimone nel 1956 dell’affondamento della “Andrea Doria”: si tratta di attrezzature nautiche e vasi di arte precolombiana. Sono poi conservati alcuni reperti di epoca medievale relativi alla Bastia Soprana, il fortilizio eretto nella seconda metà del XIII secolo da Branca Doria che, dall’alto di una collina in un’ansa del rio Sbruggia, domina Sassello. Sempre al secondo piano sono poi conservati gli arredi originali di casa Perrando, fra cui mobili, libri, ceramiche e dipinti, tra i quali spiccano le opere di importanti pittori quali Magnasco, detto il Lissandrino, Piola e Cambiaso. Assai interessante è inoltre l’erbario settecentesco del farmacista Martini, il più antico esposto in Liguria. Nell’ambito di un progetto di valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria, il Museo si è poi arricchito di un nuovo polo, attraverso il recupero dell’ex Convento dei Frati francescani, situato a ridosso della cinquecentesca Basilica dell’Immacolata Concezione. La costruzione del primo impianto religioso della Basilica, dedicato inizialmente alla Visitazione, fu voluto fortemente dalla comunità locale che, nel 1582, incaricò lo svizzero Antonio Martino Bertolle da Locarno di realizzarne il progetto e seguirne l’opera. È possibile che sul luogo sorgesse già una cappella intitolata a Santa Maria, di cui abbiamo notizie a partire dal 1512. È nel 1613 che inizia l’edificazione dell’adiacente convento, dove i frati rimasero sino al 1860, salvo un forzato abbandono tra il 1810 e il 1829 per le vigenti leggi napoleoniche contro gli ordini religiosi. Diverse le destinazioni d’uso dei locali negli anni successivi, fino a un parziale abbandono e al conseguente stato di decadimento del complesso.

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