I Prefetti di Napoleone

I Prefetti di Napoleone

I processi di integrazione dei territori annessi all’Impero francese furono lunghi e anche molto complessi, talvolta addirittura contraddittori.
Napoleone Bonaparte, attento amministratore, non lo ignorava; egli, pertanto, era profondamente convinto della necessità di creare, in quelle zone, un’amministrazione civile strutturata e solida, capace di garantire la vita del regime e la supremazia francese. Tale obiettivo venne perseguito tramite un progressivo perfezionamento dell’ingranaggio amministrativo, accompagnato ad una conoscenza approfondita delle singole realtà locali (siamo, non a caso, alle grandi indagini statistiche commissionate tra il 1812 e il 1814), nonché attraverso una selezione del personale accuratamente ponderata.
Un esempio di ciò è costituito dalla figura dei Prefetti, corpo responsabile dell’amministrazione delle terre annesse.


Mappa dell'impero napoleonico 1810, I prefetti di NapoleoneIl Grande Impero nel 1810


Tra 1800 e 1814 ne furono nominati, in media, circa 21 all’anno. Molti di questi, Napoleone li conosceva personalmente: taluni erano stati suoi sodali fin dai tempi della giovinezza, in molti avevano addirittura prestato servizio sotto di lui, in Egitto e in Italia.
Questi amministratori erano perlopiù uomini della Rivoluzione, avendo iniziato a rivestire cariche pubbliche non prima del fatidico 1789; basti pensare che, nel 1807, il 38% di essi era composto da elementi che avevano precedentemente fatto parte di un’Assemblea rivoluzionaria. Per cui, socialmente, essi provenivano prevalentemente dalle file della borghesia cittadina, anche se va detto che, già durante il Consolato e ancor più negli anni dell’Impero, si assistette alla sfolgorante carriera di non pochi esponenti della vecchia classe nobiliare.
Al di là dell’estrazione sociale, si trattava di figure accuratamente selezionate, che nella maggior parte dei casi avevano fatto esperienza diretta, sul campo; per il 30% circa essi furono scelti tra gli amministratori, mentre un altro 30% circa proveniva dall’ambiente giuridico o militare.
Non mancavano poi figure di membri dell’establishment locale, cooptati nell’amministrazione napoleonica: per esempio, nella Repubblica ligure, venne nominato Prefetto l’aristocratico Girolamo Luigi Durazzo (ultimo doge della città nel 1800), con lo scopo palese di favorire, nella maniera il più possibile indolore, processi di transizione, pacificazione e integrazione.
Un ulteriore aspetto da mettere in evidenza è questo: l’estrema mobilità di queste figure, che spesso e volentieri ricoprirono l’incarico svariate località. I più capaci fra loro, coloro che si distinguevano per capacità organizzativa o per la padronanza di lingue straniere, venivano frequentemente spostati, da un dipartimento all’altro.
È emblematica, al riguardo, la carriera di P. G. C. de Coninck-Outrive: lo troviamo ad Ain, a Jemappes, nelle Bocche della Scheda, ad Amburgo, alle Bocche dell’Elba. Così come l’alsaziano S. L. J. Jannesson: consigliere della prefettura nel dipartimento dell’Alto Reno, successivamente si spostò a Deux-Ponts, come sottoprefetto, poi nel dipartimento renano di Mont-Tonnerre e infine divenne Prefetto in Olanda, nell’Ems orientale. E ancora, G. B. Roggieri dalla Liguria divenne Prefetto della Mosa inferiore.
Tale dinamismo si accentuò di fronte all’inasprirsi della lotta contro il contrabbando di merci inglesi, all’indomani del Blocco continentale; tant’è vero che, assieme ai prefetti, anche gli ispettori doganali napoleonici girarono l’Europa in lungo e in largo.
Certamente l’espansione dell’Impero, cui si accompagnava una progressiva tendenza alla centralizzazione, costituì un fattore che andò a complicare notevolmente i compiti delle amministrazioni periferiche, in lotta per provare a forgiare un modello che fosse uniforme e statico. Tale difficile compito gravava innanzitutto sulle spalle dei prefetti di Napoleone.

S. Ventura

Bibliografia
Capefigue J.-B., L’Europa durante il Consolato e l’Impero di Napoleone, Volume settimo, Galileiana, Firenze, 1843.
Woolf S., Napoleone e la conquista dell’Europa, Laterza, Bari, 2008.

 

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