Stupinigi capitale dell’Impero

Stupinigi capitale dell’Impero

Venerdì 10 febbraio alle ore 18, presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO), verrà presentato il libro di Alessia Giorda e Francesco Ganora Stupinigi capitale dell’Impero. Un volume che in modo assai efficace, serio e al contempo godibile ci accompagna attraverso i meandri di una storia spesso trascurata, quando nell’incantevole palazzina di Stupinigi soggiornò Napoleone Bonaparte, imperatore dei francesi. Nel volume incontreremo, oltre al Grande còrso, la moglie Giuseppina, la sorella Paolina, Camillo Borghese e tanti altri personaggi, che potremo osservare nella loro vita quotidiana, tra virtù, vizi e capricci.

Pubblichiamo, di seguito, una breve presentazione dell’opera.

Si informa che il libro è disponibile presso gli autori:
Alessia Giorda ([email protected]) e Francesco Ganora ([email protected]).


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L’ennesimo libro di storia?

L’ennesima guida per il visitatore?

Stupinigi capitale dell’Impero è anche questo, ma non è solo questo, anzi …

È il risultato del lavoro di due appassionati rievocatori che, scartabellando centinaia di documenti d’archivio, leggendo memorie scritte da testimoni del tempo, visionando decine di stampe coeve, hanno cercato di far rivivere un periodo ingiustamente e colpevolmente dimenticato dalla storiografia sabauda a proposito della Palazzina di Caccia di Stupinigi, che fu teatro di un breve soggiorno di Napoleone I e della sua Corte nel 1805, ma anche residenza di svago di Camillo e Paolina Borghese Governatori delle Province Transalpine dal 1808 al 1814.

Ed è proprio questa “damnatio memoriae” che li ha spinti a far uscire dall’ombra avvenimenti, personaggi, arredi, abitudini, pettegolezzi di un gran numero di individui più o meno famosi, che vi si aggirarono in quegli anni, e le cui decisioni, prese in quelle stanze o in quei giardini, influenzarono la vita politica e militare dell’epoca. Un tributo doveroso ad un periodo ricco di rivolgimenti, mutamenti, miglioramenti anche, che i sovrani Savoia, tornati sulle baionette straniere da un esilio ventennale, si illusero di annullare comportandosi come se nulla fosse successo nel frattempo.

E sbagliandosi di grosso.

Così rivediamo le sale animarsi di abiti lussuosi, uniformi rutilanti, livree dorate, piume e pennacchi, il seguito fastoso e scintillante di un “self made man” assurto dal buio anonimato di un segaligno tenentino còrso alla grassezza dei Cesari, “Imperatore dei Re” e arbitro incontrastato dei destini d’Europa.

Lo vedremo sussiegoso e altèro ricevendo le deputazioni, ma anche sciatto e disordinato nel mangiare e nel coricarsi, e abbastanza screanzato con il gentil sesso, il che tradiva la sua educazione da caserma … Contempleremo l’avvenenza di Paolina, “Venus Victrix”, i suoi capricci, le sue sfuriate col povero marito, le sue meschinità e i suoi amanti di cui non era mai sazia, osserveremo l’aplomb all’antica di Filippina di Cavour, “signora dall’umor grave”, amica di lei e fedele fino all’ultimo … e così via, in una carrellata di figure originali e vivissime.
Il tutto immerso in un ambiente unico, descritto con minuzia e fortunatamente poco cambiato rispetto ad allora … quasi al punto di respirare la stessa aria di quel tempo ormai andato, ma che gli Autori sperano di essere riusciti in qualche modo a far rivivere in queste pagine.

Perché la Grande Storia, piaccia o no, è passata anche da qui.

Francesco Ganora


invito 10 febbraio stupinigi

L’invito dell’iniziativa

 

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