La flotta d’Oriente, 1798

La flotta d’Oriente, 1798

Le forze navali raccolte nella primavera del 1798 per la spedizione in Oriente sono imponenti. Contano tredici navi di linea, sei fregate, una corvetta, otto tra brigantini e avvisi, diciotto piccoli bastimenti, tartane, feluche e altri battelli armati di cannoni. A queste si assommano centinaia di imbarcazioni da trasporto.


l'ammiraglia della flotta l' orienteL’ammiraglia della flotta, L’Orient a Tolone nel 1797


L’Orient è la nave ammiraglia, un vascello di linea di primo rango da 5.000 tonnellate, armato di 120 cannoni con un equipaggio di circa 1100 uomini. Il suo comandante è il corso Luc Julien Casabianca. Oltre al comandante in capo della spedizione Napoleone Bonaparte, vi è imbarcato anche François Paul Brueys d’Aigalliers appena nominato viceammiraglio, al quale è affidato il comando del convoglio che dovrà portare l’Armée d’Orient in Egitto.

brueys

Viceammiraglio François Paul Brueys d’Aigalliers

Brueys nel 1798 ha quarantacinque anni, proviene dalla piccola nobiltà del sud della Francia. Si è arruolato giovanissimo nella Marina Reale e dopo i primi incarichi nel Levante ha partecipato alla campagna in America. La sua carriera subisce un duro colpo nel 1793, a causa delle sue origini aristocratiche. Infatti è costretto ad abbandonare l’incarico di comandante di un vascello della squadra dell’ammiraglio Truguet. E solo due anni dopo riottiene un comando e una promozione a contrammiraglio. «Brueys è un buon marinaio, intelligente ed energico, ma non ha, probabilmente, la stoffa di un capo di squadra»1.

Le navi più armate dopo l’ammiraglia sono i tre vascelli di linea da 80 cannoni: la Franklin, sotto il comando del capitano Maurice Gillet, la Tonnant di Artistide Du Petit-Thouars e la Guillaume Tell del capitano Saulnier; le restanti nove navi di linea invece sono armate ognuna di 74 cannoni, tra queste troviamo la Peuple Souverain, la Guerrier e la Conquérant che hanno tutte più di quarant’anni di servizio alle spalle. Dopo queste vengono le fregate, armate con trenta o quaranta cannoni, come la Artemise o la Sérieuse. L’unica corvetta presente è la Badine, di cui, si dice, non c’è pericolo che il suo capitano legga le carte in quanto analfabeta2. Il capitano più abile della flotta, invece, è forse il capitano della Mercure, il piccardo Jean Baptiste Perrée. Detto “l’Intrepido”, è un formidabile corsaro, nel 1793 ha catturato sessantadue navi mercantili e una fregata olandese mentre nel 1795 ha abbordato cinquantaquattro bastimenti e ripreso agli inglesi tre navi da guerra francesi catturate.

La squadra è divisa in tre gruppi: Brueys comanda il primo, con il contrammiraglio Ganteaume come capo di stato maggiore, il contrammiraglio Blanquet du Chayla a bordo della Franklin comanda l’avanguardia, mentre il contrammiraglio Villeneuve sulla Guillaume Tell dirige la retroguardia. Il convoglio delle imbarcazioni da trasporto è invece sotto la responsabilità del contrammiraglio Decrès che è imbarcato sulla Diane del capitano Soleil, una fregata da 40 cannoni.


Nave di linea da 74 cannoniSchema di un vascello di linea da 74 cannoni


Tolone è la base principale dei preparativi per la Spedizione in Oriente, ma vengono usati anche i porti di Marsiglia, Ajaccio, Genova e Civitavecchia per armare i convogli necessari a trasportare le truppe con i relativi approvvigionamenti. Le navi allestite nei porti francesi si possono stimare in circa duecento di cui una trentina in Corsica; mentre a Genova sono circa centoventi3 e a Civitavecchia settanta4.

Le navi di linea, le fregate e le altre navi armate hanno il compito di scortare le oltre trecento imbarcazioni della spedizione. Quelle che salpano da Tolone, Marsiglia ed Ajaccio sono tutte di nazionalità francese ad eccezione di cinque, mentre la composizione di quelle che partono da Genova e da Civitavecchia è molto più eterogenea: sono liguri, toscane, ragusane, napoletane, spagnole, danesi, svedesi, maltesi e ci sono persino delle navi ottomane; le manovrano circa 3.000 marinai, per la metà francesi, gli altri di varie nazionalità imbarcati più o meno volontariamente.

Questa flotta deve portare le armate francesi in Oriente, deve superare i 2.500 chilometri che separano Tolone dalle coste egiziane. Il compito non si presenta facile, oltre ai pericoli del mare si aggiunge anche la Royal Navy. L’ammiraglio Nelson, infatti, è pronto ad una caccia spietata in tutto il Mediterraneo. Il suo obiettivo è di impedire alle armi repubblicane di portare la guerra nel Levante per salvaguardare gli interessi e i commerci britannici.

1 J. J. Brégeon, L’Egypte française au jour le jour 1798-1801, Perrin, Paris 1991, p. 95.
2 Brégeon, ivi.
3 N. Sargy, Memorie istoriche sopra la spedizione in Egitto di N. Bonaparte, Tipografia Pirotta, Milano 1835, pp. 18-19
4 Commentarj di Napoleone, Tomo secondo, Bruxelles 1827, p. 223

E. Beviglia

Bibliografia:
Jean-Joël Brégeon, L’Egypte française au jour le jour 1798-1801, Perrin, Paris 1991.
Charles Rouvier, Histoire des Marins Française sous la Republique (1789-1803), Arthus Bertrand Editeur, Paris 1868.
Jean-Michel Roche, Dictionnaire des bâtiments de la flotte de guerre française de Colbert à nos jours, t. 1, de 1671 à 1870, éditions LTP, 2005.
Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer de 1789 à 1850. Poignavant et Comp., Paris 1852.
Abel Hugo, France militaire : histoire des armées françaises de terre et de mer de 1792 à 1837, Paris 1838.

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