Il Primo Console a Torino nel 1800

Napoleone in visita a Torino“Napoleone Bonaparte è di qua passato …”

Il Primo Console a Torino nel 1800

Ecco come viene data la notizia dell’arrivo di Napoleone a Torino sulla stampa cittadina. Sulla Gazzetta Piemontese si legge:

«Torino 26 Giugno
Il PRIMO CONSOLE della Repubblica Francese NAPOLEONE BONAPARTE è di qua passato sta mane di volo. La fama, che nelle politiche, e militari operazioni ormai più nol segue che da lontano, ha preceduto jeri sera l’arrivo di quest’uomo sommo, e in un baleno si vide la Città vagamente illuminata, e le contrade tutte piene zeppe di gente, che d’ogni parte accorrea per vederlo. Giunse egli però solamente alle nove di questa mattina, ed involandosi allo sguardo del Pubblico entrò per la porta di soccorso in cittadella allo sparo di tutti i cannoni, donde uscì poi per restituirsi per la via di Susa in Francia. Nel breve tempo, ch’egli si trattenne in cittadella accolse amorevolmente i Decurioni
[i decurioni della Città di Torino erano scelti uno fra la nobiltà ed uno fra la borghesia, all’epoca erano il conte Paolo Mazzetti di Saluggia ed il cavalier avvocato Giò Battista Arbaudi, NdR] della Città deputati a complimentarlo, e così prese loro a ragionare: Siete voi i Signori della Città, che la Reggenza ha qui lasciati? Ebbene: quanti mila abitanti conta essa la Capitale? Avete voi sufficientemente provveduto alla sussistenza loro, e a quella dell’armata? E del signor Marchese di San Marzano che nuove avete?… Egli è un uomo di merito, che io pregio, ed amo assai. Uno fra i Deputati volle allora parlargli di qualche provvidenza per la nostra carta moneta; al che soggiunse il PRIMO CONSOLE: Giungerà qui a momenti il Gener. Berthier, provvederà egli a tutto, ed organizzerà il Piemonte tal quale restar dovrà in avvenire.
Giunse di fatto verso ’l mezzogiorno il Generale Berthier, e si vide di nuovo la Città tutta illuminata la sera per festeggiare l’arrivo del più fido amico del PRIMO CONSOLE compagno indivisibile delle immense di lui fatiche, e delle impareggiabili sue glorie.
27 detto
Il Senato di S.M., la Regia Camera, e la Città hanno inviati i loro Deputati a complimentare il Gener. Berthier, il quale ha fatto loro sentire, che data avrebbe al Piemonte una Reggenza composta d’uomini virtuosi, e cari alla Nazione tutta
».

E il Diario torinese:

«TORINO – Da due giorni scorreva una vaga voce per la città, che il primo Console BONAPARTE e il Generale in capo BERTHIER fossero per restituirsi a Parigi, e passare per questa città. Molti virtuosi Cittadini, debitori ai medesimi della loro liberazione e riconoscenti, loro stavano preparando quelle che per loro potevansi migliori dimostrazioni di gratitudine e affetto, quando jeri si seppe improvvisamente che il loro arrivo era a momenti. Una generale illuminazione di tutta la città fu tosto eseguita, sebbene poco dopo siasi saputo che il loro arrivo sarebbesi ancora ritardato per qualche tempo. Sta mattina finalmente giunse in gran fretta il primo Console BONAPARTE smontò nella cittadella, entrandovi per la porta di soccorso, tra lo sparo di tutta l’artiglieria della fortezza, e dopo aver visitata la piazza e preso qualche rinfresco, partì di nuovo alla volta di Parigi. L’affluenza di popolo per vedere questo Eroe era immensa, e sebbene non abbia potuto godere della soddisfazione di vederlo leggevasi tuttavia sul volto di tutti generale la gioja di saperlo fra noi. Egli accolse con distinzione una deputazione di Patrioti, ai quali promise di essere fra un mese e mezzo di ritorno fra noi, e gradì le dimostrazioni di riconoscenza, che essi stavano preparando, e le vennero annunziate. Una deputazione ricevette pure della Civica Amministrazione. E nel partire promise che qui giungerebbe oggi, come giunse diffatti alle 2 dopo mezzodì il General in capo BERTHIER ad organizzare il Piemonte nella maniera in cui è deciso che dovrà essere in avvenire».

Ecco invece come il Primo Console viene descritto da Vincenzo Antonio Revelli nei suoi Quadri misteriosi sul passato e futuro destino della Francia, dell’Italia e del Piemonte:

«Pallido era il (…) duce, alquanto smunto, e ‘l naso aveva alcun poco inarcato, e l’occhio all’ombra di grave ciglio. Gli scendevano i capelli in parte sulla fronte, e in parte formavano al di dietro dell’orecchio varie ciocche, semplicemente recise e fluttuanti, che davano più grazia e maestà al sembiante. Spirava il suo volto un non so che di grande e di severo, ed appariva nel contegno suo un ascendente, che pareva lo destinasse a strepitose imprese e a riempire di sua fama il mondo intiero. Era con elegante semplicità vestito; una tricolorata fascia, un pennacchio e qualche altro pressoché insensibile fregio lo distinguevano fra una turba d’eroi e infra le gloriose squadre che gli venivano appresso. Lo precedeva la Vittoria, e coprendolo con la terribile egida e mostrando ai popoli una corona d’alloro e il simbolo di libertà, sembrava che fosse in atto di gettare quel grido, che così altamente risuonò e in sul Campidoglio e infino agli estremi confini d’Italia».

Anche Filippina de Sales marchesa di Cavour si è fatta un’opinione su di lui, ecco cosa ne scrive sul suo diario alla data del 20 agosto 1802:

«(…) il Console Bonaparte sembra essere un uomo di notevoli capacità, speriamo che voglia prendere a cuore anche le sorti del nostro povero Piemonte».

A. Puato

Bibliografia e fonti a stampa

Patetta, La congiura torinese del 1814 per la rinascita dell’Impero romano e per l’offerta del trono a Napoleone, in Atti della reale Accademia delle Scienze di Torino, vol.72 (1936-37), Torino, Regia Accademia delle Scienze, 1937.

A. Revelli Quadri misteriosi sul passato e futuro destino della Francia, dell’Italia e del Piemonte, Torino, Avondo, 1801, vol. II.

Rossotti Pogliano, Il diario intimo di Filippina de Sales marchesa di Cavour, Torino, Edizioni dell’Angolo Manzoni, 2000.

Correspondance de Napoléon I: publié par ordre de l’Empereur Napoléon III, Paris, Imprimerie Imperiale, 1858-1869, vol.VI, n.4956.

Correspondance générale publiée par la Fondation Napoléon, Paris, Fayard, 2006, vol. III, n. 5474.

Diario torinese, n. VII, Giovedì 7 messidoro (26 giugno 1800).

Gazette Nationale ou Le Moniteur Universel, n°283, 13 Messidor an 8 de la République française, une et indivisible. 

Gazzetta Piemontese, num. 26, sabbato 28 Giugno 1800.4

Les bulletins de la Grande Armée. Les campagnes de Napoléon au jour le jour, a cura di Jacques Garnier, Paris, Soteca, 2013.

 

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